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Giro ad anello Valle Maiura: escursione ombreggiata sui Monti Simbruini (Lazio)

Escursione facile e ombreggiata a Monte Livata nella faggeta dei Monti Simbruini. Un bel giro ad anello adatto a tutti.

Campo dell’Osso (RM)

Percorso ombreggiato

Area picnic

Facile

Parcheggio in zona

Anello

2 ore e 50 minuti

1604 mt

5,300 km

165 m

178 m

Come arrivare a Campo dell’Osso (Rm)

Da Roma prendiamo l’Autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo e usciamo a Vicovaro-Mandela. Proseguiamo sulla SR5 sino al bivio con Arsoli e poi sulla SR411. Poco prima del centro di Subiaco imbocchiamo la Tangenziale e dopo le strade provinciali 40a, 40b e 44b per ad arrivare a Monte Livata.

Da qui rimaniamo sulla strada principale sino ad arrivare, dopo una serie di tornanti, a Campo dell’Osso (1.630 m).

Parcheggiamo all’imbocco di Valle Maiura e iniziamo l’escursione nell’incantevole Parco dei Monti Simbruini nel Lazio

Dal Piazzale di Campo dell’Osso proseguiamo lungo la strada principale. Poco prima di arrivare agli impianti di risalita, sulla sinistra, troviamo l’imbocco di Valle Maiura. Qui parcheggiamo l’auto e proseguiamo a piedi.

In questo momento inizia la nostra escursione all’interno del meraviglioso Parco dei Monti Simbruini.
Non siamo mai stanchi di questi luoghi dove gli ampi spazi e le verdi vallate sono i protagonisti indiscussi. Sebbene ci troviamo a un’ora e mezza da Roma, qui sembra di essere in un luogo lontano dove il tempo si è fermato.

Buona parte di questa escursione si svolge all’ombra della faggeta

La prima parte del percorso è molto fresca grazie all’ombra prodotta dai faggi secolari

Il primo tratto del percorso è pianeggiante e scorre velocemente sotto le nostre scarpe. Si snoda su una strada di terra battuta per lo più in ombra. La seguiamo sino a giungere a un bivio, dove giriamo a sinistra. Qui ci attendono un paio di sali e scendi al termine dei quali ci ritroviamo in una piana caratterizzata da avallamenti di natura carsica. I Monti Simbruini sono noti per i fenomeni carsici da cui sono interessati. Questi creano doline e inghiottitoi che consentono all’acqua di permeare nei meandri più sotteranei del sottosuolo.
Nel 2019 è stato creato un Osservatorio dei Fenomeni Carsici con lo scopo di monitorare queste aree, non solo per una questione di sicurezza ma anche al fine di valorizzare questo aspetto dal punto di vista turistico. Sul territorio, infatti, sono presenti alcune grotte che possono essere visitate con l’ausilio di speleologi esperti.

Ignoriamo le deviazioni verso destra e proseguiamo dritti, costeggiando la parte retrostante di uno dei tanti residence della zona, sino a che non emergiamo dalla faggeta.
Il sentiero, a questo punto, si snoda nell’erba ed è ben segnalato con i classici colori bianco/rosso.

Il silenzio ci accompagna lungo il nostro percorso, ma non è imbarazzante o malinconico. Apprezziamo la tranquillità di questi luoghi, lontano dalla frenesia, dal caos e dai rumori assordanti del traffico cittadino. Solo noi e la natura… special modo in un giorno feriale qualsiasi.

Da Valle Maiura a Le Genziane, sole e ombra per questa escursione nel Lazio

Sullo sfondo scorgiamo, piccola e bianca, la strada sterrata che proviene direttamente dal Piazzale di Campo dell’Osso. La raggiungiamo e la seguiamo in salita immergendoci ancora una volta nel bosco. Le fronde degli alberi si muovono appena, le punte sfiorate da un alito di vento. Giunti in cima a questo breve tratto di salita si aprono dinanzi a noi nuove distese di un verde lussureggiante.

La strada che proviene dal piazzale di Campo dell’Osso

L’ombra di questi faggi secolari è un toccasana quando il caldo della stagione estiva comincia a farsi sentire. Cogliamo l’occasione per fare una breve pausa e scattare qualche foto. Inspiriamo a pieni polmoni questa aria tersa e pulita…. Questa aria che sa di buono. Il profumo dei funghi e della legna penetrano nelle narici e sono così intensi da rievocare ricordi di tempi passati.

Terminata la pausa continuiamo sulla strada principale, ignorando le deviazioni, per 4/500 metri. Finora la strada di questa escursione nei Monti Simbruini del Lazio è stata ampia, abbastanza pianeggiante e facilmente percorribile da chiunque.

Giunti quasi nei pressi de Le Genziane e poco prima di raggiungere il punto in cui la strada si dirama, rinveniamo un tracciato in mezzo all’erba che taglia verso destra. Lo seguiamo con passo deciso perchè non vediamo l’ora di rifugiarci nel bosco, al riparo dal sole che ci arroventa la pelle.

Da Le Genziane proseguiamo verso Valle Maiura su una strada di terra battuta: inizia la discesa

Notiamo una strada di terra battuta che si snoda in discesa tra faggi secolari e che ci conduce verso Valle Maiura. Questo tratto è tutto in ombra con una pendenza consistente.

Imbocco del sentiero che riporta verso Valle Maiura

Quando arriviamo in fondo, un branco di cavalli sta attraversando la valle, da una parte all’altra, con la loro andatura ritmica e costante. Sono così vicini che sembra quasi di essere sfiorati dalle loro belle criniere che fluttuano nell’aria. Gli sbuffi e il rumore degli zoccoli sul terreno ci accompagnano mentre riprendiamo il cammino, come un arrivederci alla prossima passeggiata. Ovviamente non ce ne andiamo senza aver scattato qualche fotografia!

Raggiungiamo la strada che, a sinistra, conduce verso Campobuffone e Tre Confini

La prendiamo nella direzione opposta verso Campo dell’Osso. Siamo a buon punto con l’escursione di oggi nei Monti Simbruini, ma abbiamo ancora un bel tratto di circa 1,500 km da fare prima di fermarci a mangiare qualcosa. Una salita dolce ma costante, che percorriamo immersi nella faggeta. Più avanti, lungo i bordi della strada, di un bel rosso e dal profumo intenso, fanno capolino una miriade di piccole fragoline di bosco, un ottimo e salutare spuntino.

Giusto il tempo di riflettere su come la natura sia in grado di produrre infinite bellezze che ci rimettiamo in marcia. Il nostro obiettivo è l’area picnic di Valle Maiura! Quindi non perdiamo altro tempo e percorriamo gli ultimi centinaia di metri, tutti in salita, che ci separano dalla pausa pranzo.

Dopo esserci rifocillati e riposati facciamo il punto della situazione! Siamo a circa 300 metri dalla strada principale dove abbiamo lasciato l’auto, ma non abbiamo voglia di abbandonare questi boschi. Così dall’area picnic prendiamo il sentiero che, a sinistra, si inerpica nel bosco. Questa variante allunga questa escursione nel Lazio, all’interno del Parco Naturale dei Monti Simbruini, di circa 800 metri in salita e poi altri 400 metri per scendere sino al parcheggio (1,200 km in tutto).

Saliamo in direzione delle piste da sci su un sentiero tracciato all’interno di un canalone che divide in due un vallone

Il sentiero, sebbene non segnalato, è comunque chiaramente visibile. Sale parallelamente alla strada principale che conduce alle piste da sci anche se, dalla nostra posizione, non riusciamo a vederla. Proseguiamo sino a che, in prossimità di una diramazione verso sinistra – che ignoriamo – , notiamo in alto a destra due rocce che formano un passo in miniatura. Le raggiungiamo e troviamo il sentiero che scende sulla strada. A questo punto non ci rimane che tornare al parcheggio e concludere questa passeggiata con la consapevolezza che, ben presto, le nostre scarpe calcheranno ancora una volta questi sentieri per consentirci di immergerci in una oasi di pace senza tempo.

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