Fonte della Moscosa: escursione facile al confine tra Lazio e Abruzzo

di CHIMERA BOXER
Fonte della Moscosa, Filettino

Una fonte d’acqua perenne a 1.600 m, la più alta dei Monti Simbruini, ai confini del Parco Naturale tra Lazio e Abruzzo, raggiungibile con una passeggiata adatta a tutti.

Passo Serra Sant’Antonio (1.608 m)

Passo Serra Sant’Antonio è il nostro punto di partenza per questa escursione nel Lazio.

Da Roma prendiamo l’Autostrada A1 in direzione Napoli e usciamo ad Anagni proseguendo poi sulla Via Anticolana/SR155.
Prendiamo la strada per il Piglio e gli Altipiani di Arcinazzo e, da qui, in direzione di Trevi nel Lazio fino a raggiungere Filettino.

Passiamo all’interno dell’abitato di Filettino e proseguiamo verso la località sciistica di Campo Staffi (1.779 m).
Superiamo Valle Granara e dopo poco arriviamo al valico Serra Sant’Antonio. Qui parcheggiamo l’autovettura.

Sentiero per Fonte della Moscosa, Filettino
Mulattiera per Fonte della Moscosa, Filettino

Sentiero Giovanni Paolo II

Il percorso che ci consente di raggiungere Fonte della Moscosa è la prima parte del sentiero intitolato a Giovanni Paolo II.

Stele dedicata a Giovanni Paolo II

Queste montagne, infatti, sono state tanto care al Santo Padre che spesse volte ha trascorso momenti di meditazione e preghiera tra i boschi di questi luoghi. Il percorso che, passando per Fonte della Moscosa, giunge alla Madonnina del Belvedere, ai confini con l’Abruzzo, era proprio uno dei preferiti di Giovanni Paolo II.

Palina segnaletica all’inizio della sterrata

Lasciata l’auto procediamo a piedi sulla mulattiera (sentiero 654).
Dopo poco troviamo un bivio senza particolari indicazioni. Proseguiamo sulla sterrata che sale nel bosco di abeti e faggi. Questa escursione si snoda al riparo dal calore del sole grazie alle fronde di questi spettacolari alberi secolari, il cui profumo ci inebria ogni volta. Non si può fare a meno di inspirare quell’odore tipico di montagna: un misto di legna e resina, di sottobosco, bacche e funghi. Lo stesso che, domani, ritroveremo sui vestiti che indossiamo.

Si tratta di una escursione breve e alla portata di tutti ai confini tra Lazio e Abruzzo. Si può raggiungere Fonte della Moscosa in circa 25 minuti. Non abbiamo fretta, quindi, ci fermiamo per scattare qualche foto in una piccola piana baciata dal sole, allungando un po’ i tempi di percorrenza.

Fonte della Moscosa

Terminata la sosta fotografica percorriamo l’ultima salita. Da qui abbiamo una perfetta visuale sulla Fonte della Moscosa e tutto lo scenario che la circonda. Un ambiente naturalistico che merita e non ci lascia indifferenti.

L’ultimo tratto, in discesa, ci porta a destinazione.

Fonte della Moscosa è la sorgente più alta dei Monti Simbruini e l’acqua che sgorga da questo fontanile è gelida.

Qui si vedono spesso mucche e e cavalli al pascolo brado. Oggi abbiamo la fortuna di vedere un gruppo di mucche libere vicine al fontanile.

L’area è attrezzata con tavoli e barbecue per un piacevole picnic. I tavoli, però, sono tutti esposti al sole e non vi è modo di avere un po’ di riparo nelle giornate più calde, special modo per i cani.

Per una sosta con pranzo al sacco, consigliamo di proseguire sul sentiero numero 651 che parte alla sinistra della fonte e conduce – passando per il Belvedere di Monte Piano – sino al Monte Viglio. Superata una breve salita, ci ritroviamo in una bella radura circondata da maestosi alberi dove possiamo trovare riparo dal caldo intenso.

Fonte della Moscosa, Filettino
Sentiero 651 per Belvedere e Monte Viglio

In autunno torneremo sicuramente per arrivare sino al Belvedere: un balcone affacciato sulla Val Roveto (L’Aquila – Abruzzo) dove è stata installata, dagli Alpini del comune di Civitella Roveto, una croce ed una madonnina.

Questa volta decidiamo di non proseguire e rientriamo percorrendo lo stesso percorso. Raggiunto il parcheggio, riprendiamo l’auto per tornare indietro, verso Trevi nel Lazio, e pranzare alla Trattoria Il Casale La Foce.

Via alternativa per Fonte della Moscosa

Possiamo raggiungere il fontanile anche partendo da Valle Granara, nei pressi della stazione di partenza della seggiovia. Anche in questo caso il sentiero si snoda all’interno del bosco. Il dislivello in salita è di circa 250 m e il tempo di sola andata è di circa 50 minuti.

Hai qualche consiglio o suggerimento?
➡️ Lascia un commento ⬅️

Ti è piaciuto l’articolo?
➡️ Condividilo ⬅️️